Valutazione mese
Temperatura acqua
24-26°C
Specie attive
14
Tecnica top
Spinning
A settembre le acque della Sardegna registrano 24-26°C: un dato fondamentale perché il mese migliore per molte regioni: i pesci mangiano voracemente prima dell'inverno, le ricciole sono al picco. Lungo le scogliere granitiche della Gallura e nei pressi di Buggerru, Orata, Sarago, Dentice e Mormora sono le specie da insidiare. Il Maestrale è il vento dominante e influenza le condizioni di pesca significativamente. Fase di alimentazione intensa prima dell'inverno, si trova sotto riva. Tutto il giorno è produttivo, con punte eccezionali all'alba e dopo le prime mareggiate, e chi frequenta coste granitiche e calcaree con fondali tra i più limpidi del Mediterraneo lo sa bene: è il mese d'oro della pesca in mare, abbondanza di prede e condizioni ideali.
Clima caratterizzato da ancora caldo ma con le prime perturbazioni autunnali, con temperature tra 19-26°C e giornate in accorciamento. Il vento dominante è il Maestrale, ma non è raro lo Scirocco. Il mare risulta variabile, con le prime mareggiate della stagione: un fattore determinante per la scelta dello spot e della tecnica. Portare abbigliamento adeguato e controllare le previsioni prima di ogni uscita.
In Sardegna a settembre le condizioni meteo-marine vedono ancora caldo ma con le prime perturbazioni autunnali. Il Maestrale è il protagonista con il Levante come alternativa. Il mare è variabile, con le prime mareggiate della stagione e le temperature si attestano sui 19-26°C. Questo scenario influenza la distribuzione del pesce sotto costa e impone una pianificazione attenta delle uscite.
L'esperienza insegna che a settembre in Sardegna bisogna concentrarsi sulle zone dove il mese migliore per molte regioni: i pesci mangiano voracemente prima dell'inverno, le ricciole sono al picco. Vicino a Capo Testa tutto il giorno è produttivo, con punte eccezionali all'alba e dopo le prime mareggiate, mentre lungo le falesie calcaree del Golfo di Orosei le condizioni favoriscono Orata. Il verme americano è l'esca regina per l'orata. Un errore comune è sottovalutare il Maestrale: può rovinare una sessione ma anche concentrare il pesce nelle zone sottovento. La chiave è pianificare in anticipo e avere sempre un punto di riserva.
Orata frequenta zone portuali a profondità di 2-12 metri su fondale sabbia e posidonia, vicino a rocce sparse. In autunno, fase di alimentazione intensa prima dell'inverno, si trova sotto riva. Vicino a Porto Torres, dall'alba alle prime ore del mattino sono i momenti più produttivi. La pasturazione con formaggio e sarde è micidiale nei porti.
A settembre sarago alimentazione intensa, si avvicina a riva seguendo i crostacei. La si insidia su piedi di scogliera a 3-18 metri, preferendo fondale roccioso con alghe e posidonia. Nella zona di Capo Testa le possibilità sono ottime. Orari migliori: prime ore del mattino e tardo pomeriggio. Light rock fishing con piccoli jig head è la tecnica più efficace.
A settembre dentice fase vorace, risale sui plateau rocciosi per cacciare. La si insidia su cadute di roccia a 10-35 metri, preferendo fondale roccioso con cadute di quota. Nella zona di Stintino le possibilità sono ottime. Orari migliori: prime ore del mattino, momento dell'alba. La traina con rapala o il vivo sono le tecniche più produttive.
Mormora frequenta zone di risacca a profondità di 1-5 metri nella zona di frangente su fondale sabbia fine nella zona del frangente. In autunno, torna nella risacca con le prime mareggiate, brancheggia in gruppo. Vicino a Alghero, alba e notte, specialmente in condizioni di mare mosso sono i momenti più produttivi. Il verme coreano a filo d'acqua è l'innesco classico.
Cernia frequenta fondali rocciosi profondi a profondità di 10-40 metri su fondale roccioso con tane e cavità naturali. In autunno, in fase di accumulo pre-invernale. Vicino a Alghero, alba, periodo di caccia attiva sono i momenti più produttivi. Dalla barca con vivo o artificiali affondanti.
Ricciola frequenta secche e reef a profondità di 5-40 metri su fondale qualsiasi, preferisce zone con corrente e strutture sommerse. In autunno, al picco dell'attività, esemplari di taglia sotto costa. Vicino a Cala Gonone, mattino presto, momenti di corrente sono i momenti più produttivi. Seguire i gabbiani in caccia per localizzare le mangianze.
A settembre cefalo ancora attivo, si concentra nelle foci prima dell'inverno. La si insidia su zone di acqua salmastra a 0-5 metri, spesso in superficie, preferendo fondale qualsiasi, preferisce zone con corrente. Nella zona di Arbatax le possibilità sono ottime. Orari migliori: mattino presto, attivo tutto il giorno. Nelle foci dei fiumi i cefali si concentrano all'alba.
Seppia frequenta fondali sabbiosi poco profondi a profondità di 2-12 metri su fondale sabbia e posidonia. In autunno, ancora presente in zone costiere, ultimi esemplari di taglia. Vicino a Villasimius, mattino presto e sera, anche di giorno con acqua torbida sono i momenti più produttivi. Gli artificiali imitazioni di gamberetto sono i più efficaci.
In questo periodo palamita al picco, branchi enormi sotto costa. Si trova prevalentemente su vicino alle secche nei pressi di Capo Testa, a una profondità di 5-30 metri, in superficie quando caccia su fondale pelagico, zone con corrente e strutture sommerse. Più attiva mattino presto, durante le mangianze. Consiglio pratico: artificiali metallici da 20-40g lanciati nelle mangianze sono devastanti.
A settembre barracuda mediterraneo ancora presente, predatore opportunista. La si insidia su zone costiere con acqua limpida a 2-15 metri, preferendo fondale zone con strutture e acqua cristallina. Nella zona di Capo Testa le possibilità sono ottime. Orari migliori: mattino con luce radente, predatore visivo. Spinning con minnow lunghi e stretti imita le sue prede naturali.
A settembre ombrina torna sotto costa, attiva di notte nella risacca. La si insidia su fondali sabbiosi vicino a scogliere a 2-10 metri, preferendo fondale sabbia vicino a scogli sommersi. Nella zona di Capo Testa le possibilità sono ottime. Orari migliori: notte e alba, specialmente dopo le mareggiate. Il surfcasting pesante dopo le mareggiate è la tecnica regina.
A settembre serra al picco della voracità, attacca tutto ciò che si muove. La si insidia su porti a 1-10 metri, preferendo fondale qualsiasi, predatore aggressivo che si avvicina a riva. Nella zona di Capo Testa le possibilità sono ottime. Orari migliori: alba e tramonto, molto attivo in condizioni di luce bassa. Terminale in acciaio obbligatorio per i suoi denti taglienti.
Occhiata frequenta reef costieri a profondità di 1-12 metri su fondale roccioso con alghe. In autunno, ancora attiva, si avvicina alle scogliere. Vicino a Alghero, mattino e tardo pomeriggio sono i momenti più produttivi. Montature sottilissime: 0.14mm massimo di terminale.
In questo periodo leccia ancora presente, fase vorace prima della migrazione. Si trova prevalentemente su scogliere con acqua profonda nei pressi di Capo Testa, a una profondità di 3-25 metri su fondale zone con corrente e strutture rocciose. Più attiva alba e crepuscolo, durante i cambi di marea. Consiglio pratico: walking the dog in superficie con grossi stickbait è spettacolare.
Area marina protetta con zone di pesca regolamentata. Acque cristalline e fondali ricchi di vita. Spot premium per dentici e ricciole. Il fondale è composto da roccioso misto posidonia con profondità che arrivano a 5-30m, creando un ambiente perfetto per Dentice, Ricciola, Spigola e Cernia. Il fondale vario crea un ambiente ricco dove diverse specie trovano rifugio e alimentazione. Rispetto agli altri spot della zona, la varietà di strutture sommerse rende questo spot interessante durante tutto l'anno. Le condizioni cambiano significativamente tra estate e inverno, offrendo target diversi in ogni stagione. L'accesso impegnativo scoraggia i meno motivati, ma chi arriva trova spesso lo spot libero e produttivo. Chi viene qui per la prima volta dovrebbe privilegiare il jigging.
Isola di San Pietro, paradiso della pesca con scogliere, tonnara storica e fondali ricchissimi. Le correnti del canale attraggono tonni, ricciole e palamite di passaggio. Il fondale vario crea un ambiente ricco dove diverse specie trovano rifugio e alimentazione. Il fondale, caratterizzato da roccioso vulcanico con secche, raggiunge profondità di 5-50m. Ciò che rende Carloforte (San Pietro) unico è la varietà di strutture sommerse rende questo spot interessante durante tutto l'anno. Le specie principali — Ricciola, Palamita, Dentice e Barracuda — trovano qui condizioni ideali. Le condizioni cambiano significativamente tra estate e inverno, offrendo target diversi in ogni stagione. L'accesso richiede un minimo di preparazione ma è alla portata della maggior parte dei pescatori. La tecnica più efficace è il jigging.
Uno degli spot più iconici della Sardegna nord, famoso per le spigole di taglia e i fondali granitici spettacolari. Le rocce scolpite dal vento creano insenature perfette per la pesca. Con un fondale di roccioso con sabbia e profondità fino a 1-15m dalla costa, questo spot attira Spigola, Sarago, Orata e Dentice durante gran parte dell'anno. Le formazioni granitiche creano anfratti e tane naturali dove i predatori si rifugiano. I massi granitici levigati dal vento e dal mare formano piscine naturali e canali dove il pesce si concentra — ecco perché Capo Testa è un riferimento per i pescatori della zona. D'inverno le mareggiate smuovono il fondale rendendo la zona particolarmente produttiva, mentre in estate l'acqua cristallina permette avvistamenti a vista. L'accesso richiede un minimo di preparazione ma è alla portata della maggior parte dei pescatori.
Arcipelago granitico con acque cristalline e fondali profondi a ridosso delle isole. Spot d'eccellenza per jigging e traina, con dentici e ricciole di taglia. Con un fondale di granitico con sabbia bianca e profondità fino a 5-40m, questo spot attira Dentice, Ricciola, Sarago e Cernia durante gran parte dell'anno. Il fondale vario crea un ambiente ricco dove diverse specie trovano rifugio e alimentazione. La varietà di strutture sommerse rende questo spot interessante durante tutto l'anno — ecco perché La Maddalena è un riferimento per i pescatori della zona. Le condizioni cambiano significativamente tra estate e inverno, offrendo target diversi in ogni stagione. L'accesso impegnativo scoraggia i meno motivati, ma chi arriva trova spesso lo spot libero e produttivo.
Pesca attiva con esche artificiali per predatori costieri: spigole, serra, barracuda e lecce.
Pesca ultraleggera dalle rocce con micro esche artificiali per saraghi, occhiate e piccoli predatori.
La tecnica del lancio dalla spiaggia verso il largo, regina della pesca sulle coste sabbiose italiane.
Pesca a fondo dalla spiaggia con attrezzatura leggera e piombi ridotti, perfetta per orate e mormore.
La tecnica italiana per eccellenza: pesca con canna lunga e galleggiante da porti, moli e scogliere.
A settembre in Sardegna si pescano principalmente: Orata, Sarago, Dentice, Mormora, Cernia. Orata frequenta zone portuali a profondità di 2-12 metri su fondale sabbia e posidonia, vicino a rocce sparse. In autunno, fase di alimentazione intensa prima dell'inverno, si trova sotto riva. Vicino a Porto Torres, dall'alba alle prime ore del mattino sono i momenti più produttivi. La pasturazione con formaggio e sarde è micidiale nei porti..
I migliori spot per pescare in Sardegna a settembre sono: Capo Carbonara, Carloforte (San Pietro), Capo Testa. Clima caratterizzato da ancora caldo ma con le prime perturbazioni autunnali, con temperature tra 19-26°C e giornate in accorciamento. Il vento dominante è il Maestrale, ma non è raro lo Scirocco. Il mare risulta variabile, con le prime mareggiate della stagione: un fattore determinante per la scelta dello spot e della tecnica. Portare abbigliamento adeguato e controllare le previsioni prima di ogni uscita.
Le tecniche più efficaci in Sardegna a settembre sono: Spinning, Light Rock Fishing, Surfcasting, Beach Ledgering, Bolognese. Il spinning è particolarmente indicato in questo periodo.
Calendario nazionale di Settembre
Vedi cosa si pesca in tutta Italia a settembre